
In Aula della Camera si è svolta l’informativa urgente del Governo in merito alle politiche volte a favorire l’occupazione femminile e migliorare la condizione socioeconomica delle donne, anche alla luce dell’utilizzo dei fondi del PNRR. Sulla questione, il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha riferito che: sulla scia degli obiettivi e delle risorse del PNRR in materia di pari opportunità, l’Italia dal 2021 ha adottato la Strategia nazionale per la parità di genere che ha come obiettivo la promozione delle pari opportunità e la rimozione degli ostacoli a tale obiettivo, ad esempio, in ambito di contratti pubblici; sono previsti investimenti per complessivi 400 milioni di euro per sostenere la creazione di imprese femminili. Tra gli altri provvedimenti, la certificazione della parità di genere anch’essa prevista nel PNRR che prevedeva almeno 1.000 imprese entro giugno 2026 è stata già raggiunta. Il Ministro Foti ha anche ricordato altri provvedimenti come la riforma di coesione e del bonus donne nella ZES unica che prevede, ad esempio, agevolazioni per gli imprenditori che assumono lavoratrici di qualunque età. Vi sono, poi, misure indirette per il miglioramento della condizione socioeconomica delle donne, tra le quali il potenziamento dei servizi di asilo nido, per la prima infanzia e l’estensione del tempo pieno a scuola. Non ultimo, il Ministro ha citato gli interventi in favore del potenziamento delle competenze STEM per favorire l’accesso delle donne a settori storicamente al maschile. Infine, il Governo si accinge a lanciare un nuovo bando da 800 milioni di euro per raggiungere gli obiettivi del PNRR in tema di parità di genere. Nel corso dell’informativa è intervenuto il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone che ha ricordato come il potenziamento della presenza femminile nel mondo del lavoro è centrale per la ripresa economica del Paese e che nonostante gli ultimi dati Istat siano positivi (+1,3% di donne occupate e -10% delle disoccupate), c’è ancora parecchio da fare per quanto, ad esempio, riguarda il tasso di inattività tra 15 e 64 anni (42,9% per le donne, 24,4% per gli uomini). In questo senso, appare necessario individuare la platea di donne che non essendo alla ricerca di occupazione, deve essere motivata e accompagnata in percorsi personalizzati. In questa direzione va visto il SIISL, Sistema informativo sociale e lavorativo del Ministero del lavoro con INPS che permette di ridurre il mismatch tra domanda e offerta proponendo percorsi di inserimento su misura. Il Ministro del lavoro ha anche ricordato i percorsi di reinserimento socio-lavorativo dedicati alle vittime di violenza. In sede di discussione in Aula sono intervenuti diversi parlamentari delle Opposizioni che, tra l’altro, hanno contestato il rifiuto del Governo di discutere sul tema del salario minimo, hanno ribadito la necessità di introdurre il reato specifico di molestie sul luogo di lavoro e di introdurre una riforma legislativa sul divieto assoluto di discriminazione di genere in materia di salari.
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