
Delle comunicazioni in Parlamento della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue sarà ricordato soprattutto lo scontro con le opposizioni sul Manifesto di Ventotene. Andato in scena alla Camera durante la replica del presidente del Consiglio, è stato innescato dalla lettura di alcuni passaggi del documento, utilizzati per descrivere il disegno previsto nel 1941 da Altiero Spinelli, con Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, e per concludere: “Questa non è la mia Europa”. La reazione delle opposizioni è stata dura, con l’appassionata difesa dell’esponente del Pd Federico Fornaro chiusa con altrettanta enfasi: “vergogna, vergogna, vergogna”. La due giorni di audizioni in Parlamento, prima al Senato e il giorno successivo alla Camera, era focalizzata sui temi in discussione al Consiglio europeo in programma il 20 e 21 marzo. Nella seduta del 18 marzo, Giorgia Meloni ha tracciato la linea che il Governo italiano presenta al tavolo del Consiglio europeo di Bruxelles. In sintesi, il discorso del Capo del Governo ha riguardato alcuni dei temi centrali dell’agenda dell’Ue, tra i quali l’importanza di vincere la sfida della competitività per evitare, che l’Europa abbia un ruolo da gregario a livello geopolitico ed economico. In tal senso, secondo il Premier è importante ridurre le troppe dipendenze in ambiti strategici quali il settore dell’energia, inoltre viene indicata come punto centrale proseguire un percorso di decarbonizzazione sostenibile per le nostre imprese. Un ulteriore focus del discorso, ridurre la burocrazia e l’eccesso di regolamentazione per giungere ad un quadro normativo europeo più chiaro e snello. Sul tema dei dazi, seppur non al centro dell’ordine del giorno del Consiglio europeo, Giorgia Meloni ha ricordato che è un punto centrale specie per un Paese esportatore come l’Italia e che su questo bisogna cercare intese e non fomentare una guerra commerciale dannosa per tutti. In ambito di conflitto in Ucraina, il Capo del Governo ha ribadito il sostegno al popolo ucraino e la totale condanna alla brutale aggressione che ha subito, nonché la conferma del sostegno all’azione di Trump per la pace e il diniego all’invio di truppe italiane. Per quanto riguarda il Piano ReArm Europe, viene confermata la volontà del Governo a non toccare in alcun modo i Fondi di coesione. Nel suo intervento, in sintesi, il Premier ha sottolineato che “l’Europa deve occuparsi meglio e di meno cose”, che in merito a ReArm Europe “è necessario favorire gli investimenti privati”, mentre sulla questione Ucraina ha detto che “Trump è un leader forte e autorevole che sosteniamo perché in grado di imporre le condizioni per una pace giusta e duratura”.
Link: Resoconto dell’Assemblea