
Prezzemolo è un nome ‘ubiquitario’, potendosi ritrovare ogni giorno nelle cucine di tutti ma, tutt’altro che infrequentemente, anche fuori da pentole e fornelli, magari nel bel mezzo delle questioni più disparate, un po' come l’onnipresente “condimento” di ogni discorso, argomento o situazione opportuna o, più spesso, inopportuna.
Sul piano strettamente botanico, il prezzemolo è una pianta erbacea aromatica appartenente alla famiglia delle Apiacee. Scientificamente si chiama Petroselinum Crispum, un nome composto dalla fusione di due parole di derivazione greca: petra (roccia) e sèlinonche (sedano), ovvero “il sedano che nasce tra le pietre”.
Pianta tipicamente mediterranea, il prezzemolo presenta fiori molto piccoli di colore giallo e foglie di colore verde cupo che, quando tenere e profumate, vengono sminuzzate e utilizzate per condire e aromatizzare diverse pietanze alle quali conferiscono una gamma aromatica ampia e assai caratteristica.
Il prezzemolo è, tra le piante aromatiche, una delle più antiche e popolari. Originario dell’entroterra mediterraneo, nei secoli si è diffuso praticamente in tutto il mondo, tanto che oggi lo si può facilmente trovare in forma selvatica. Molto semplice è anche la sua coltivazione in vaso e nell’orto e oltretutto, ben resistendo al freddo, può essere raccolto tutto l’anno.
I Greci utilizzavano quest’erba aromatica per decorare il capo durante i banchetti, perché convinti che il suo profumo portasse allegria, ma anche perché lo ritenevano capace di stimolare l'appetito. Omero ne parla come di pianta energizzante che gli Achei davano ai cavalli da corsa prima di una battaglia, al fine di renderli forti e scattanti. I Romani, invece, lo usavano tanto per decorare le tombe dei familiari, quanto a scopi terapeutici.
Le numerose proprietà di cui è dotato, rendono il prezzemolo immancabile in cucina per decorare e insaporire le pietanze più diverse, ma anche per meglio digerirle grazie agli olii essenziali in esso contenuti. Le sue qualità, tuttavia, si estendono ben oltre l’ambito culinario, ricadendo anche in quello salutistico ed estetico, pur con qualche controindicazione. Scaturisce da queste premesse una serie di considerazioni secondo cui il consumo di prezzemolo, grazie al suo contenuto in vitamine, minerali e antiossidanti, può risultare utile soprattutto nella protezione dalle malattie degenerative, per quanto non gli manchino proprietà diuretiche, drenanti e antipertensive, digestive e antinfiammatorie. Il suo olio essenziale, oltre che in aromaterapia, viene anche utilizzato in cosmetica come ingrediente di saponi, detergenti, colonie e profumi, soprattutto maschili. Gli si riconosce, infatti, la capacità di offrire una maggiore elasticità e tonicità alla pelle oltre che quella di stimolare il microcircolo. Per contro c’è da evidenziare come Il consumo di estratti concentrati di prezzemolo non sia per nulla indicato in gravidanza per la loro capacità di provocare contrazioni uterine ed indurre tachicardia fetale. Opportune misure precauzionali relative all’uso del prezzemolo andranno pure rispettate in caso di artrite gottosa, calcoli renali e di edemi da disfunzione cardiaca o renale. E infine, non senza aver prima ricordato che il prezzemolo può dare reazioni crociate in chi è allergico alle composite, va detto che l’uso di questa pianta può interferire con l’azione farmacologica di alcuni anticoagulanti e diuretici.
Si parla di tutto questo nella puntata odierna de Il Gusto della salute, videorubrica dedicata al racconto storico, nutrizionale e salutistico di quel che quotidianamente ci alimenta, curata dall’immunologo Mauro Minelli, docente di dietetica e nutrizione umana presso LUM.