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Meloni: "Trump? Io sto sempre con l'Italia, che sta con l'Europa"

La presidente del Consiglio dal palco di Azione replica a quelle che definisce "interpretazioni" sulla sua intervista al Ft: "Non so cosa abbiano letto, io voglio lavorare per rafforzare e difendere l'unità dell'Occidente". E sulla sua presenza da Calenda precisa: "Non sono qui per sostituire alleati"

Giorgia Meloni - Fotogramma
Giorgia Meloni - Fotogramma
29 marzo 2025 | 13.11
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"Il ruolo dell'Italia deve essere quello di lavorare per rafforzare e difendere l'unità dell'Occidente, un bene molto prezioso". Giorgia Meloni oggi, 29 marzo, dal Congresso di Azione torna a parlare del suo rapporto con gli Stati Uniti e chiarisce la sua posizione dopo "qualche interpretazione della mia intervista al Ft".

"Grazie a von der Leyen"

"Qualcuno ha detto 'è scandaloso', che voglio stare con Trump. Non so cosa abbiano letto ma io ho detto una cosa diversa, che sto sempre con l'Italia, che sta con l'Europa, e che il ruolo dell'Italia deve essere quello di lavorare per rafforzare e difendere l'unità dell'Occidente, un bene molto prezioso", scandisce Meloni.

"Voglio ringraziare Ursula von der Leyen, che oggi in una intervista non fa che ribadire questa posizione" di "difendere l'unità dell'Occidente".

Affondo a Schlein: "Propone una comunità hippy"?

"Ho sentito Elly Schlein dire che gli Stati Uniti non possono essere nostri alleati e altri leader sostenere la linea che l'Europa non debba spendere risorse per la sicurezza. Allora non capisco la proposta, è rompere ogni forma di alleanza con gli Stati Uniti e chiedere loro di occuparsi della nostra sicurezza? O che l'Europa diventi una grande comunità hippy e nello stesso momento si spera nella buona fede delle altre potenze straniere?".

Come rispondere ai dazi

"Certo che ci sono divergenze, a partire dai dazi, ma non si deve agire per impulso, bisogna agire in modo ragionato cercando di raggiungere un punto di equilibrio".

"Non voglio cambiare alleati"

Quanto alla sua presenza sul palco di Azione chiarisce: "Vengo qui non per dare segnali che sarei pronta a sostituire alleati, irreale. L'Italia è una nazione curiosa in cui si passa dal criticare gli avversari al farci un governo insieme. Non è mai stata la mia cifra".

"Io sono qui per una ragione banale - dice - ma anche più profonda: io vengo da una storia politica di una comunità che ha fatto il confronto con le idee anche più distanti la cifra della propria dimensione, senza che potesse mettere in discussione l'identità. La politica si fonda su questo".

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