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Ruota tutta attorno al knitwear la collezione per il prossimo autunno-inverno, presentata, come d’abitudine, negli spazi milanesi de La Pelota. “La maglieria è il cuore di Iceberg e per questa stagione ho giocato anche con il gender maschile e femminile" dice lo stilista James Long
Ruota tutta attorno al knitwear la collezione di Iceberg per il prossimo autunno-inverno, presentata, come d’abitudine, negli spazi milanesi de La Pelota. “La maglieria è il cuore di Iceberg e per questa stagione ho giocato anche con il gender maschile e femminile, sempre con un tocco sportivo - dice all’AdnKronos James Long, direttore creativo del marchio di Gilmar, nel backstage della sfilata -. C’è l’heritage di Iceberg e anche il mio, Londra e l’Irlanda, i luoghi di origine delle mia famiglia. Quando si crea con la maglieria c’è molta libertà, a volte sono i colori a dettare la linea ed è un modo diverso di creare rispetto a quando si utilizza la pelle”. Energia e visione dettano la linea in passerella dove l'attitudine italiana, le tradizioni inglesi e il savoir-faire della maglieria irlandese dialogano tra sartorialità e knitwear. “È una collezione che celebra il lavoro a maglia, non solo perché è invernale - precisa il ceo di Gilmar, Paolo Gerani - ma perché ci appartiene. C’è sempre un lavoro importante dietro ogni collezione, che fa James, con il nostro archivio fatto di 50 anni di storia”.
Fin dalle origini, Iceberg ha fatto della sperimentazione sulla maglieria il proprio segno distintivo. Oggu la ritroviamo nelle maxi righe navy di un maglione oversize a coste, con pannelli in lana sulle spalle mentre il collo alto si solleva avvolgente, foderato in finto montone. Non mancano elementi presi in prestito dal guardaroba maschile, per lei e per lui, come i pantaloni sartoriali dal taglio maschile, fermati in vita da una cintura in mock-croc. Gli abiti in maglia a coste si portano con il colletto aperto, mentre il check trova equilibrio tra morbidezza e struttura, con un collo rifinito in ecopelle a dare carattere.
La camicia da smoking con rouches è talmente impalpabile da sfiorare la trasparenza. L’abito doppiopetto maschile in check si porta sotto un cappotto allacciato con popeline, rifinito a taglio vivo per sovvertire le regole della sartoria classica. Sulle spalle cappotti a quadri in lana intarsiati oversize sono accoppiati a finta pelle per dare struttura, con bordi profilati, indossati gonne in popeline al ginocchio con rouches vaporose e occhielli metallici. La camicia fa capolino sotto al biker jacket in ecopelle, con interno a contrasto mentre le giacche in ecopelle sono talmente leggere che sembrano quasi camice. L'obiettivo, riuscito, è creare capi ultra-versatili, ultra-desiderabili. A chiudere la sfilata, due cardigan-coat oversize, così ampi da avere una sciarpa integrata, lunghissima, che sfiora il pavimento. Una bella prova che ribadisce l’impegno di James Long nel rendere sempre più contemporaneo l’heritage del marchio. (di Federica Mochi)