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Trump annuncia dazi del 25% su auto non prodotte in Usa: provvedimento dal 2 aprile

Il presidente degli Stati Uniti: "E' l'inizio del giorno della liberazione in America"

Donald Trump - Afp
Donald Trump - Afp
26 marzo 2025 | 18.49
LETTURA: 3 minuti

"Imporremo dazi del 25% su tutte le auto non prodotte negli Stati Uniti. Se le auto vengono prodotte qui, non ci sono dazi". Donald Trump annuncia l'introduzione di dazi sull'industria dell'auto a partire dal 2 aprile. "E' l'inizio del giorno della liberazione in America. Ci riprenderemo una parte del denaro che ci è stato portato via, imporremo dazi a paesi che hanno fatto affari qui, portando via lavoro", dice il presidente degli Stati Uniti firmando un ordine esecutivo.

"L'industria automobilistica continuerà a produrre crescita, fiorirà come mai accaduto in passato. Entrerà una cifra tra 600 miliardi e 1 trilione di dollari nel giro di due anni, saranno numeri altissimi sin dall'inizio", dice illustrando il provvedimento.

"Se alcune parti sono prodotte in America e un'auto no, quelle parti non saranno tassate o soggette a tariffe e avremo una vigilanza molto severa...", aggiunge, evidenziando che i dazi saranno applicati a "tutti i Paesi", ma "saremo molto clementi. Tratteremo gli altri paesi molto bene, resteranno sorpresi. I dazi saranno permanenti, sicuro. Ma saranno inferiori alle tariffe che per anni sono state imposte a noi".

"Avevamo perso impianti, che sono stati spostati in Canada e Messico. Ora sono stati fermati e vengono trasferiti nel nostro paese. La Honda costruirà in Indiana uno dei più grandi impianti: non sarebbe successo senza quello che stiamo facendo. Chi costruisce le auto negli Usa non sarà sottoposto a dazi. Molte aziende straniere hanno già costruito qui impianti che al momento sono utilizzati solo parzialmente, saranno in grado di espandere l'attività senza costi aggiuntivi", aggiunge Trump. "Altre aziende verranno qui, stanno cercando siti" per realizzare nuovi impianti.

La reazione dell'Unione Europea

L'Ue "continuerà a cercare soluzioni negoziate, salvaguardando al contempo i propri interessi economici", dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, rammaricandosi "profondamente della decisione degli Stati Uniti di imporre dazi sulle esportazioni automobilistiche europee".

L'industria automobilistica, continua, "è un motore di innovazione, competitività e posti di lavoro di alta qualità, attraverso catene di fornitura profondamente integrate su entrambe le sponde dell'Atlantico. I dazi sono tasse: dannosi per le aziende, peggiorativi per i consumatori, sia negli Stati Uniti che nell'Unione Europea".

"Valuteremo ora questo annuncio, insieme ad altre misure che gli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione nei prossimi giorni. In quanto grande potenza commerciale e forte comunità di 27 Stati membri, proteggeremo congiuntamente i nostri lavoratori, le nostre aziende e i nostri consumatori in tutta l'Unione Europea", conclude.

Cosa succede il 2 aprile

L'annuncio odierno costituisce una nuova tappa verso la scadenza del 2 aprile. All'inizio del prossimo mese, come ha ribadito più volte Trump, gli Stati Uniti vareranno nuovi dazi sulla base del criterio della reciprocità: "Tasseremo chi ci tassa", ha detto più volte il presidente, puntando il dito anche contro l'Unione Europea, rea - secondo la Casa Bianca - di aver tratto benefici per anni dal rapporto commerciale sbilanciato con gli Usa.

Nelle ultime ore, Trump ha definito gli europei "parassiti" allineandosi alle considerazioni espresse dal vicepresidente JD Vance nella celeberrima chat, svelata da The Atlantic, in cui funzionari di alto livello hanno interagito prima del raid americano contro gli Houthi.

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