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Segreto Stato: Minniti, è la più imponente opera declassifica mai realizzata

Il sottosegretario: ''Iniziativa di trasparenza e apertura. Un fondamentale contributo allo sviluppo e al consolidamento della memoria storica del Paese''

Marco Minniti, Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica (Infophoto)
Marco Minniti, Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica (Infophoto)
10 dicembre 2014 | 16.59
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''Si tratta della più imponente opera di declassifica mai realizzata nella storia della Repubblica''. Lo rimarca il sottosegretario Marco Minniti, Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica, in una testimonianza raccolta da www.sicurezzanazionale.gov.it, il sito del Comparto Intelligence, in merito al versamento all'Archivio Centrale dello Stato della documentazione dell'Intelligence riguardante la stagione stragista.

La direttiva, del 22 aprile scorso, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2014, dispone il versamento agli archivi di Stato dei documenti fino ad ora classificati, non coperti da segreto di Stato, appartenenti a tutte le amministrazioni e riguardanti alcuni dei più gravi episodi della storia repubblicana avvenuti tra il 1969 ed il 1984, dalla strage di Piazza Fontana a Milano all’attentato al Rapido 904.

''La direttiva -sottolinea Minniti- permette di anticipare consistentemente i tempi fisiologici di versamento, di norma fissati in almeno 40 anni dalla cessazione della trattazione corrente, e dà concreta realizzazione ad un aspetto rilevante della legge n. 124 ovvero il riconoscimento degli archivi dell’intelligence italiana come patrimonio a disposizione degli studiosi, del mondo dell’informazione e di tutti i cittadini''. ''Tale iniziativa -rimarca il sottosegretario con delega all'Intelligence- oltre ad andare nella direzione della trasparenza e della apertura, fornisce un fondamentale contributo allo sviluppo ed al consolidamento della memoria storica del Paese''.

In documenti non ci sarà la 'pistola fumante' ma strumenti per ricostruzione storico-politica

''Ancora più rilevante -sottolinea ancora Minniti- se si pensa che i documenti che saranno declassificati riguardano uno dei periodi più complessi e dolorosi della nostra Repubblica. La declassifica, però, non vuole avere un impatto sulla verità giudiziaria ed è errato ritenere che all’interno di tali documenti sarà possibile trovare la 'pistola fumante'. In tal caso, infatti, essa sarebbe già stata individuata dai magistrati che, nel corso degli anni, li hanno potuti visionare''.

''La direttiva invece -rimarca il sottosegretario con delega all'Intelligence- fornirà strumenti preziosi per la ricostruzione storico-politica di una fase molto delicata della vita della nostra Nazione. Venti anni di grandi trasformazioni sociali, politiche ed economiche per un’Italia al centro di profonde divisioni sia interne che internazionali. Un periodo che, anche grazie a tali documenti, potrà essere analizzato e compreso con sempre maggiore precisione e dettaglio''.

''Poiché non esiste un Paese maturo che non sia in grado di avere una memoria condivisa -è la conclusione di Minniti- l’Italia potrà affrontare questi elementi con la forza di una coscienza collettiva che guarda serenamente al proprio passato per affrontare al meglio le impegnative sfide future''.

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