
di Silvia Mancinelli
"Voglio che comprendiate mia difficoltà nel venire qui. Mia moglie non ce l‘ha fatta, perché è devastata, ma mio figlio mi sta dando questo coraggio. Luca mi ha dato la forza, oggi, di essere qui". Alfonso Sacchi, il padre del 24enne ucciso con un colpo di pistola mercoledì sera davanti al pub in zona Colli Albani, prende la parola davanti ai giornalisti non senza aver preso una lunga boccata d’aria.
"Mio figlio era un figlio stupendo - prosegue nella sala conferenze dell’Appia Park Hotel - sempre col sorriso, pronto allo scherzo. ‘Oh pa’, facciamo questo, facciamo quest’altro’ mi diceva. Aveva tanta voglia di vivere, lo sport era nel suo sangue fin da piccolo. Il calcio, la palestra, le moto: questo era mio figlio. Oggi ho indossato le sue mutande per prendere coraggio, porto con me i suoi occhiali da sole e dormo col suo pigiama. ‘Luca, dammi coraggio’ gli ho detto. Se c’era da aiutare qualcuno lo aiutava, perfino se vedeva un gattino in strada rientrava per prendergli qualcosa da mangiare. Era un ragazzo pulito, si vedeva anche dal viso".