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Dazi Usa, Meloni riunisce i ministri: vertice a Palazzo Chigi

La premier, che ha annullato tutti gli impegni della giornata, dopo l'annuncio di Trump: "Misura sbagliata". Tajani: "Così è difficile portare a 5% spese difesa"

Giorgia Meloni - (Afp)
Giorgia Meloni - (Afp)
03 aprile 2025 | 10.42
LETTURA: 4 minuti

Vertice a Palazzo Chigi dopo l'introduzione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha prima annullato gli impegni previsti oggi in agenda, e poi ha organizzato un incontro con i ministri interessati in modo da poter concentrare la propria attività sulle azioni da intraprendere. A partecipare anche il vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani: il primo in presenza, il secondo collegato da Bruxelles.

La premier era attesa in Calabria nel pomeriggio, per partecipare all'inaugurazione della stazione dei Carabinieri di Limbadi.

Le parole della premier Meloni

A Palazzo Chigi si sono recati il ministro agli Affari Ue Tommaso Foti, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e quello dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida. Oltre al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

Dopo l'annuncio di Donald Trump sui dazi al 20% per l'Ue, Meloni è intervenuta sui social parlando di "misura sbagliata". "L’introduzione da parte degli Usa di dazi verso l’Unione Europea - ha scritto la presidente del Consiglio - è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti. Faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l'obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali". "In ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei", le parole della premier.

I dazi americani “preoccupano tutti”, ha commentato con i cronisti il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

Tajani vede Sefcovic: "Dialogo e schiena dritta, no guerre commerciali"

"A Bruxelles ho incontrato il commissario europeo per il Commercio Maros Sefcovic. Abbiamo concordato sulla necessità di mantenere nella sfida sui dazi la schiena dritta e di seguire un approccio basato sul dialogo", ha scritto in un post su X Tajani, che al Commissario ha consegnato "il Piano d’Azione per l’export italiano per rafforzare la presenza delle imprese italiane in tutti i mercati in crescita: siamo al lavoro per rafforzare gli interessi delle aziende italiane in tutto il mondo".

"È essenziale continuare a lavorare per creare nuovi sbocchi per l’export e per evitare guerre commerciali che non convengono a nessuno", ha ribadito. E ha quindi ribadito il sostegno italiano per la finalizzazione di nuovi accordi commerciali con Paesi terzi per diversificare le nostre esportazioni, come con Mercosur, India - dove Tajani si recherà tra qualche giorno - e altre economie emergenti chiave nell'Indo-Pacifico, in Africa e nel Golfo.

Al commissario, Tajani ha consegnato quindi il Piano d’Azione per l’export italiano lanciato a Villa Madama qualche giorno fa per rafforzare la presenza delle imprese italiane in tutti i mercati in crescita.

L'Italia è "pronta ad arrivare al 2%" del Pil nelle spese per la difesa, ma "se si chiede di arrivare al 5% e contemporaneamente si pongono i dazi, è un po' difficile fare entrambe le cose", ha poi sottolineato Tajani, a Bruxelles a margine della ministeriale Nato, dopo che il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha detto che gli Stati membri della Nato devono delineare un percorso "credibile" per arrivare a spendere il 5% del Pil per la difesa.

La posizione di Salvini

Nelle ultime ore Matteo Salvini si è confrontato con il gruppo economico della Lega, ribadendo che se gli Stati Uniti hanno deciso di tutelare le proprie imprese, è necessario che l’Italia continui a difendere con determinazione il proprio interesse nazionale anche alla luce dei troppi limiti dell’Europa. Così fonti della Lega.

Le opposizioni

"Meloni annuncia che annulla gli impegni? I dazi da tempo si sapeva che sarebbero arrivati", ha commentato il leader M5S Giuseppe Conte, ospite di coffee Break su La 7.

"I dazi annunciati da Trump sono arrivati. Il Presidente degli Stati Uniti ha deciso di imporre il 20% dei dazi al suo principale partner, l’Unione europea, 'perché ci deruba'. Ricordiamo a tutti che Salvini e Vannacci hanno detto che i dazi sono una opportunità e Meloni confidava nell’amicizia con il tycoon e con Musk…", scrive sui social Stefano Bonaccini (Pd).

"Davanti ad un governo inerme, che ha sottovalutato per settimane il “Freedom Day” senza ascoltare chi tutti i giorni produce, dobbiamo fare sentire la nostra voce come Unione europea, forte e unita. Subito al lavoro con tutte le forze politiche che hanno a cuore il futuro del nostro continente, per aprire al più presto un tavolo negoziale con gli Stati Uniti e salvare di posti di lavoro e imprese", ha aggiunto l'eurodeputato e presidente del Pd.

"'Ci hanno derubato per anni'. È tutta qui la farsa, è tutta qui l’impostura più grave. Il nazionalismo di Trump ha dichiarato guerra economica al mondo come se fosse un gioco a premi. Purtroppo non lo è affatto. Gli slogan populisti li pagheranno cari imprese e lavoratori". Così sui social il capogruppo democratico nella commissione Esteri della camera, Enzo Amendola.

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