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Ucraina, Corea del Nord invia altri 3mila soldati. Kiev: "Oltre 55mila russi morti nel Kursk"

In fase di preparazione una visita a Mosca del leader nordcoreano Kim Jong Un. A Putin anche missili balistici e lanciarazzi

Soldati in Ucraina - (Afp)
Soldati in Ucraina - (Afp)
27 marzo 2025 | 11.49
LETTURA: 5 minuti

Mentre l'Ucraina parla di più di 55.000 militari russi morti nel Kursk, dove Mosca sostiene di essere prossima alla vittoria, la Corea del Nord ha inviato almeno altri 3.000 soldati per dare manforte alle truppe di Vladimir Putin. Lo ha riferito il comando di stato maggiore sudcoreano, citato dalla Cnn, mentre il vice ministro degli Esteri russo Andrey Rudenko ha confermato - secondo la Tass - che è in fase di preparazione una visita in Russia del leader nordcoreano Kim Jong Un. Allo stesso tempo ''si sta considerando la possibilità di una visita dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov a Pyongyang per continuare il dialogo strategico con i nostri amici nordcoreani'', ha aggiunto Rudenko secondo quanto rende noto la Tass.

Dall’inizio del conflitto, Pyongyang ha inviato circa 11.000 truppe a sostegno di Mosca, subendo in combattimento almeno 4.000 tra morti e feriti. Oltre ai soldati, la Corea del Nord ha fornito alla Russia una grande quantità di missili balistici a corto raggio, circa 220 obici semoventi da 170 mm e 240 lanciarazzi multipli da 240 mm. Il governo sudcoreano ha avvertito che gli aiuti militari di Pyongyang a Mosca potrebbero aumentare in base all’andamento del conflitto.

Le trattative tra Russia e Ucraina in Arabia Saudita hanno portato a un accordo per fermare gli attacchi nel Mar Nero e sulle infrastrutture energetiche, ma Mosca ha posto condizioni stringenti per un’intesa più ampia, chiedendo la revoca delle sanzioni sui suoi settori bancario ed energetico. Intanto, i rapporti tra Kim e Vladimir Putin si consolidano dopo il patto di difesa firmato nel 2023, che prevede assistenza militare immediata in caso di attacco a una delle due nazioni.

Gli Stati Uniti temono che la Russia possa trasferire alla Corea del Nord tecnologia avanzata nel settore spaziale e satellitare, oltre ad addestramento e armi. Fonti statunitensi sostengono che la Corea del Nord avrebbe inviato ingenti quantità di munizioni alla Russia, e le forze di Mosca hanno notoriamente già utilizzato missili nordcoreani in Ucraina. Pyongyang ha curato centinaia di soldati russi feriti, mentre Mosca ha fornito a Kim carbone, cibo e medicinali. I due Paesi stanno anche rafforzando la cooperazione in tema d'istruzione, con programmi di scambio per studenti e viaggi per i figli dei militari russi caduti in guerra.

La Corea del Nord sta continuando a testare nuovi droni da attacco dotati di intelligenza artificiale, e ha presentato un drone da ricognizione che potrebbe contenere tecnologia russa. Gli attacchi con droni sono ormai un’arma chiave nel conflitto russo-ucraino, e Mosca che ne ha aumentato esponenzialmente l'utilizzo. Nonostante le discussioni in corso su una possibile tregua, i combattimenti continuano: nella notte di mercoledì, un attacco russo con droni su Kharkiv ha ferito almeno nove persone. "Nessun Paese dovrebbe subire tutto questo", ha commentato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Kiev: "Russia ha perso 55.000 militari da avvio offensiva Kursk"

I russi hanno subito più di 55.000 perdite nel Kursk. E' quanto afferma il comandante delle Forze Armate ucraine, Oleksandr Syrskyi, sull'offensiva lanciata nell'agosto dello scorso anno dai militari ucraini in questa regione russa e che Mosca sostiene di essere prossima a sconfiggere. Secondo Syrsky, rilancia Rbc-Ukraine, 22.200 perdite sono "irreparabili", mentre 31.800 sono feriti, che hanno riportato conseguenze di diversa entità. In un aggiornamento su Facebook il generale conferma anche la cattura di 940 prigionieri di guerra russi e precisa che nel Kursk i soldati ucraini "continuano a portare avanti un'operazione difensiva" per impedire alle forze di Mosca di avanzare in territorio ucraino. "Grazie a voi manteniamo una 'zona sanitaria' nel territorio del Paese aggressore, bloccando il nemico al confine nord della regione di Sumy - aggiunge - Sono sicuro che arriveranno nuove vittorie".

Kiev: nessun attacco a siti energetici dal 25 marzo

L'Ucraina e la Russia non hanno più colpito i rispettivi impianti energetici da martedì 25 marzo, giorno in cui la Casa Bianca, il Cremlino e il governo di Kiev hanno pubblicato gli accordi raggiunti nei colloqui in Arabia Saudita. Lo ha detto all'Afp un alto funzionario ucraino. "Dal 25 marzo non abbiamo assistito ad alcun attacco diretto da parte della Russia al settore energetico, quindi non li abbiamo colpiti", ha affermato il funzionario.

Mosca accusa, raid contro tre nostri siti energia ieri e oggi

Mosca, dal canto suo, ha accusato l'Ucraina di aver condotto raid contro tre energetici russi ieri e oggi, in quella che sarebbe una violazione della tregua su questi siti concordata con la mediazione americana. "Nonostante le dichiarazioni del regime di Kiev su una presunta cessazione degli attacchi contro le installazioni energetiche russe, le forze armate ucraine hanno continuato a condurre raid contro nel corso delle ultime 24 ore", ha denunciato il ministero della Difesa russo, individuando due siti nella regione di Briansk e uno in Crimea.

Poco dopo la smentita di Kiev, con lo Stato maggiore ucraino che in un post sui social, definisce "la nota del ministero della Difesa non vera".

Svezia manda caccia in Polonia per rafforzare fianco est Nato

Le Forze armate svedesi hanno annunciato l'invio di caccia in Polonia per contribuire al rafforzamento del fianco est della Nato, resosi necessario dopo l'invasione russa dell'Ucraina. “I caccia Jas-39 Gripen svedesi sono arrivati in Polonia per pattugliare e proteggere lo spazio aereo alleato nell'ambito dell'operazione Air Policing della Nato”, ha dichiarato l'esercito in un messaggio sui social media.

All'inizio di marzo, il ministro della Difesa svedese Pal Jonson aveva annunciato che la Svezia stava pianificando l'invio di oltre 100 militari e sei jet da combattimento in Polonia come parte di queste misure. E ieri il governo di Stoccolma aveva annunciato un aumento storico del bilancio per la difesa, "il più grande riarmo dai tempi della Guerra Fredda", con l'obiettivo di spendere il 3,5% del Pil per le forze armate entro il 2030, lo 0,9% in più rispetto al budget attuale.

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