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Il suicidio del presunto killer del gioielliere ucciso mercoledì scorso nel suo negozio in via dei Gracchi a Roma è solo l'ultimo caso di una lunga catena di atti di autolesionismo compiuti nelle carceri italiane. Le cifre diffuse dal Sappe, Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, fanno registrare 43 suicidi nelle carceri italiane nel 2014. In media ogni giorno si verificano nelle celle dei penitenziari italiani almeno 18 atti di autolesionismo da parte dei detenuti, 3 tentati suicidi, 10 colluttazioni e 3 ferimenti.
Secondo i dati forniti dal Sappe, Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, nel 2014 sono stati 6.919 i detenuti coinvolti in atti di autolesionismo: 933 hanno tentato il suicidio e sono stati salvati dai poliziotti penitenziari, 43 i suicidi compiuti, 966 i ferimenti e 3.575 le colluttazioni.
"Il dato oggettivo è che il carcere, così come è strutturato e concepito oggi, non funziona. Lo sanno bene i poliziotti che stanno nella prima linea delle sezioni detentive 24 ore al giorno", denuncia il Sappe.