
Domenica 6 aprile all'Olimpico i giallorossi ospiteranno i bianconeri per il 31/o turno di Serie A
La sfida tra Roma e Juventus ha sempre avuto il sapore della grande 'infinita contesa', dai centimetri del famigerato gol annullato a Turone, al 4-0 'e tutti a casa' di Totti, dal gol scudetto di Cuccureddu nella chiacchierata sfida del 1973 alla rimessa di Aldair 'sporcata' dal guardalinee. Domenica 6 aprile all'Olimpico la Roma ospiterà la Juventus per il 31/o turno di Serie A. Sono 3 i punti che dividono le due squadre in classifica, con i bianconeri al 5° posto con 55 punti e i giallorossi che seguono a 52. Nella storia le due squadre si sono affrontate 203 volte in tutte le competizioni, con lo score a favore degli ospiti di domenica: 95 vittorie contro le 49 della Roma. La musica però cambia quando la partita si gioca all'Olimpico: la sfida si è disputata in 100 occasioni tra tutte le competizioni con 36 vittorie per la Roma contro le 29 della Juventus. Il risultato più frequente nella storia è l'1-1, come successo nel girone di ritorno dello scorso campionato.
La Roma ha ottenuto più volte il punteggio di 1-0, come successo nel 2023, sempre nel girone di ritorno. Il miglior marcatore è Francesco Totti, autore di sette reti nello stadio di casa contro la Vecchia Signora. Roma-Juventus è una delle partite più sentite dalla tifoseria giallorossa per via della rivalità nata a cavallo degli anni '80 quando le due squadre si sono contese per quattro volte lo Scudetto. La contesa comincia nella stagione 1980-1981. Terzultima partita del campionato, la Juventus è prima con un punto di distanza sulla Roma seconda.
I bianconeri sono allenati da Giovanni Trapattoni e hanno la colonna della Nazionale: Dino Zoff, Riccardo Gentile, Gaetano Scirea, Marco Tardelli e Roberto Bettega. Contro, la Roma targata Nils Liedholm che ha nel brasiliano Paulo Roberto Falcao la stella più luminosa. La partita è sentita, innumerevoli i falli e le scorrettezze e la qualità del gioco ne risente. Il risultato rimane fermo sullo 0-0 ma al minuto 75 l'episodio che può cambiare la stagione: sponda di Roberto Pruzzo - poi capocannoniere del campionato con 18 reti - al compagno Maurizio Turone, che non può sbagliare. All'inizio la rete è convalidata dall'arbitro Paolo Bergamo, che poi la annulla per un fuorigioco segnalato dal guardalinee, Giuliano Sancini. Il pareggio a reti bianche è sufficiente ai bianconeri che vincono le ultime due partite e si laureano campioni d'Italia per la 19esima volta. Le immagini televisive non hanno mai chiarito definitivamente se fosse o meno fuorigioco, con il cosiddetto "goal di Turone" che ha acceso la miccia di una rivalità sentita fino a oggi. I giallorossi negli anni comunque hanno saputo vendicarsi, soprattutto tra le mura amiche.
Nel 1958 arriva il 4-1 alla super Juve del 1958 di Charles e Sivori avviata a un facile tricolore. Poi nell'ultimo turno del 1973, apparecchia l'insperato scudetto juventino grazie alla 'fatal' Verona del Milan: il vecchio Altafini e un siluro di Cuccureddu fanno il resto. Senza scomodare la ventiduesima giornata del campionato di Serie A 1930-1931, quando la Roma ha vinto in casa - nell'allora Campo Testaccio - contro i bianconeri per 5-0, un altro grande risultato per la compagine romanista è il 4-0 dell'8 febbraio 2004. La Roma di Fabio Capello, che l'anno dopo si sarebbe seduto proprio sulla panchina torinese, spazza via la Juventus di Marcello Lippi grazie alle reti di Dacourt, il rigore del Capitano e la doppietta di Antonio Cassano. Proprio in quella partita il numero 10 della Roma ricorda a Igor Tudor, neo allenatore bianconero, il risultato, intimandogli di andare a 'tutti a casa' e stare in silenzio con il segno dei 4 gol.
La vendetta è un piatto che va servito freddo e nel novembre 2005 la Juventus si vendica con 4 reti. Ad aprire le danze il 19 novembre di 20 anni fa l'ex Lazio Pavel Nedved, poi doppietta di David Trezeguet - che un anno e 9 mesi prima si faceva parare il rigore della bandiera da Ivan Pelizzoli - e nel mezzo uno dei migliori goal della carriera di Zlatan Ibrahimovic. Il rigore di Francesco Totti rende meno amara una vittoria indimenticabile per i tifosi ospiti.
Non va dimenticato anche il 5-0 per la Juve nel 1990 con tripletta di Schillaci, e le nuove scintille nel 1995 quando un guardalinee urta Aldair mentre rimette il pallone in gioco, assist per Ravanelli che segna tra le furibonde proteste giallorosse. La Roma si vendica vincendo lo scudetto 2001 anche con un 2-2 in rimonta (Nakata e Montella) a Torino.
Anche in una delle peggiori stagioni della storia recente giallorossa, non è mancato il successo in casa contro i rivali di - quasi - sempre: all'esordio casalingo di Aurelio Andreazzoli sulla panchina della Roma, il 16 febbraio 2013, la squadra è capace di fermare la corsa inarrestabile della Juventus targata Antonio Conte verso il secondo scudetto consecutivo. Punizione sulla trequarti di Miralem Pjanic, la difesa bianconera allontana sui piedi del Capitano giallorosso: dal limite dell'area di rigore il numero 10 fa partire un missile a 130 km/h. Palla all'incrocio, l'Olimpico esplode e la stagione travagliata romanista vive un momento di felicità.
La Vecchia Signora ha l'abitudine di vendicarsi e questo succede un anno dopo: 11 maggio 2015, ultima giornata di campionato. La Juventus ha già lo scudetto cucito sul petto ma vuole il record di punti in un singolo campionato, la Roma è seconda e vuole vincere davanti ai propri tifosi. La partita la vince 1-0 la squadra ospite grazie alla rete del grande ex: Pablo Daniel Osvaldo, beccato dalla tifoseria romanista per tutta la partita, a cui risponde con una rete storica.
Nell'ultima sfida giocata, con gli ex allenatori Daniele De Rossi e Massimiliano Allegri in panchina, le due squadre hanno pareggiato 1-1 con le reti di due protagonisti assenti nella prossima partita: da una parte Romelu Lukaku sarà impegnato lunedì con il suo Napoli, dall'altra Gleison Bremer dovrebbe tornare a metà giugno dopo il grave infortunio al legamento crociato anteriore.