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"Fazio mi ha chiamato ma poi abbiamo litigato. Mi han lasciato in uno sgabuzzino ad aspettare per tre ore senza farmi intervenire"
La tv "mi manca, ma è difficile, oggi va per gruppi, il Tavolo di Fazio si è talmente allungato che tirano giù il muro e finiscono a Lambrate". Così Teo Teocoli in un'intervista al 'Corriere della sera'. In tv ospite da Fabio Fazio, Teocoli ci andava: "Sì, mi ha chiamato ma poi abbiamo litigato. Mi han lasciato in uno sgabuzzino ad aspettare per tre ore senza farmi intervenire, quando sono uscito ho strillato un po’ a tutti". Il comico ieri ha compiuto 80 anni e scherza: "In compenso la testa è cresciuta poco, è rimasta sempre quella di un ragazzino".
Un compleanno, quello di ieri, festeggiato con gli amici e costellato di tante telefonate di auguri: "Tantissime. Gerry Scotti, Paolo Maldini, il signor Carlo della Gialappa che vive a Camogli, madonna che tristezza Camogli d’inverno, da spararsi. No, Adriano non mi ha chiamato". Non è la prima volta che Teocoli parla del suo rapporto con Celentano e ammette di non sentirlo da 5 anni. "Una volta a Milano se uno non ti chiamava per un mese, gli telefonavi e gli dicevi: oh, ma sei morto? Era una battuta. Ma lui se l’è presa. So che tanto sta in casa, forse traffica ancora con 'Adrian'" (il programma di Celentano del 2019, ndr).
E aggiunge: "Quel programma l’ha distrutto, gli ha fatto male", dice Teocoli che ammette: "Celentano mi manca moltissimo, lo frequento da quando avevo 14 anni. È stato il più grande di tutti, oggi spero che sia felice". Tra i momenti speciali della sua carriera c'è 'Mai dire gol': "Bei ricordi. Al Palazzo dei Cigni nel laghetto c’erano pantegane grosse come conigli... Aldo, Giovanni e Giacomo li ho portati io dalla Gialappa, sono diventati miliardari grazie a me". L'imitazione più riuscita? "Quella di Adriano. Ma non è più un’imitazione, ormai sono io Adriano, è un passaggio dell’anima: ho fatto più di seimila serate imitandolo, lui negli ultimi 30 anni avrà fatto sì e no 10 serate, e ’sta cosa che ora nemmeno mi calcola...". Infine, sulle voci che lo dipingono come una persona dal carattere difficile, Teocoli conclude: "Lo dicono tutti. Penso di essere il re del dettaglio e quindi invece di ragionare strillo subito".