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Giovanni Caccamo e il ‘Manifesto del cambiamento’: “Non spegniamo il motore dei sogni”

L’artista si racconta all’Adnkronos tra musica e i nuovi progetti. Un ritorno a Sanremo? “Chissà”

Giovanni Caccamo negli studi dell'Adnkronos
Giovanni Caccamo negli studi dell'Adnkronos
03 aprile 2025 | 18.09
LETTURA: 4 minuti

"La maggior parte dei ragazzi ha spento il motore dei sogni. E da artista ho sentito la responsabilità di dover fare qualcosa. Viviamo in un momento in cui la distanza tra desiderio e realtà si è accorciata". In una società in cui si consuma tutto troppo velocemente "diventa molto complicato sognare, perché per sognare bisogna fallire, perseverare e ripartire. Il sogno ha bisogno di tempo e di noia". A dirlo è Giovanni Caccamo, ospite del nuovo episodio del vodcast dell'Adnkronos, disponibile in versione integrale sul sito www.adnkronos.com e sul canale YouTube dell'Adnkronos. Quando si parla di 'perseverare', Caccamo ne è l’esempio. Sono 38 i 'no' ricevuti a Milano girando tra le case discografiche, speranzoso di far ascoltare la sua musica. Ma l’incontro con Franco Battiato cambia il suo destino. "Sapevo che aveva preso casa vicino la mia, in Sicilia, e così mi sono piazzato davanti il cancello. Ricordo ancora tutte quelle ore sotto il sole ad aspettarlo. Alla fine sono riuscito a darglielo", racconta Caccamo mentre imita perfettamente il famoso cantautore italiano. E da quel momento ha smesso di essere "studente di architettura di giorno e sognatore creativo di notte": ha pubblicato 5 album in studio, ha partecipato in varie edizioni del Festival di Sanremo (tra queste, nel 2015 ha vinto le Nuove Proposte con 'Ritornerò da te' e nel 2016 ha partecipato tra i Big in coppia con Deborah Iurato con 'Via da qui') e ha scritto e composto brani per molti artisti, a partire da Elisa, Bocelli, Emma e Patty Pravo.

 

Dalla musica è arrivato alle Nazioni Unite con il suo volume 'Manifesto for change' (edito Treccani), con la prefazione di Papa Francesco. È la riedizione internazionale del ‘Manifesto del cambiamento’ e raccoglie le visioni di futuro di 75 giovani provenienti da ogni parte del mondo, selezionati fra i migliaia che hanno partecipato al progetto. L’idea - partita nel 2021 in risposta all’appello dello scrittore Andrea Camilleri che ha affidato alle nuove generazioni il compito di far partire un nuovo umanesimo - in questi anni si è sviluppata in diversi ambiti, includendo la musica (con l’album ‘Parola’, che ha visto la partecipazione di Willem Dafoe, Patti Smith, Liliana Segre e Michele Placido), l’arte (con il coinvolgimento di artisti come Maurizio Cattelan, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino), la performance artistica (l’Agorà del cambiamento’, all’interno della Stanza della Segnatura nei Musei Vaticani), la fotografia (con un reportage fotografico a cura di Marco Anelli, storico fotografo di Marina Abramovic), e molto altro. Da allora questo grande progetto collettivo internazionale ha coinvolto numerose università e organizzazioni giovanili grazie a cui sono stati raccolti molti dei testi del libro. "Ho chiesto ai ragazzi 'cosa cambiereste di questa società e in che modo?' e al tempo stesso volevo trovare e proporre una soluzione insieme a loro, con la desiderio di scardinare tutti i falsi miti sui giovani. Spesso sento dire che sono inetti o senza valori".

'Manifesto del cambiamento' "vuole essere un defibrillatore per le coscienze. In queste pagine c’è un estratto di una piccola percentuale di giovani che hanno ancora una visione di futuro e che attraverso il sacrificio, il fallimento, la perseveranza, sono riusciti o stanno cercando di trovare una strada". Ci sono le voci di Ritu Panna, giovane maestra che lotta per il diritto allo studio nelle piantagioni di te in Bengala per contrastare la schiavitù; Valeriia, studentessa Ucraina e Yuri, cameriere Russo, che respirano tra guerra e pace; Hasan che ci porta tra le macerie palestinesi alla ricerca di un germoglio di speranza e Han, che ci ha raccontato con amore l'identità di genere e l’inclusività ; Engla e la sua lotta per la libertà delle donne; Nejla e il suo burnout; Matteo che ha aperto la più piccola panetteria d’Europa; un ragazzo che sogna di fare il campanaro; Angelina Mango che parla della magia dell’infanzia; oppure in Giappone ci si chiede cosa poter fare per la civiltà. "Sono una macedonia di giovani per le scintille del futuro", dice il cantautore.

Con il 'Manifesto del cambiamento', Caccamo ha mostrato che i suoi orizzonti vanno oltre la musica e d'altronde ha anche scritto un romanzo epistolare, 'Dialogo con mia madre'. Potrebbe esserci spazio per un debutto come attore? "Amo follemente il cinema", dice l’artista, che ha firmato con Leonardo Milani la colonna sonora del film ‘Stranizza d’amuri’ di Giuseppe Fiorello. Ad affascinarlo "è scrivere storie per il cinema, mi ci sto cimentando. Scrivere è il mio perno". Fare l’attore "non è mai successo, forse non succederà. Io credo molto nell’autenticità delle scelte". Mentre su Sanremo, Caccamo lascia aperta una porta: "Chissà". Per il cantautore l’importante è avere "una canzone significativa che merita in qualche modo quell’esposizione". In caso contrario "fermati", conclude. (di Lucrezia Leombruni e Loredana Errico).

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