
La fondatrice e direttrice artistica della Vertigo Dance Company: "ha la capacità di guarire, unire e ricordare la nostra comune umanità. Un linguaggio universale che colma le differenze e incoraggia l'empatia"
"L'arte ha il potere di superare i confini, favorire la comprensione e creare un'esperienza umana condivisa. Un linguaggio universale che colma le differenze, incoraggia l'empatia e ispira il dialogo. In un mondo che deve affrontare profonde divisioni politiche, sociali e ambientali, l'arte diventa ancora più essenziale". A parlare all'Adnkronos è Noa Wertheim, regista, coreografa israeliana, direttrice artistica della Vertigo Dance Company, celebre compagnia fondata a Gerusalemme nel 1992, in questi giorni in cartellone al Teatro Argentina, commentando l'attuale conflitto in Medio Oriente ed esprimendo il suo desiderio di giungere finalmente ad una pace, supportati dall'arte e dalla cultura, come veicolo di dialogo e di comprensione dell'altro.
"Attraverso il movimento, la musica, l'espressione visiva e la narrazione, l'arte ha la capacità di guarire, unire e ricordare la nostra comune umanità - aggiunge - Offre uno spazio in cui accade qualcosa di primordiale e unificante, permettendoci di 'navigare' nella nostra realtà fratturata con maggiore grazia e consapevolezza", conclude Noa Wertheim.