Firmato a Roma consensus europeo MindShift, 5 mosse per accesso equo e veloce a diagnosi precoce e nuove terapie
Il documento traccia una roadmap 'per superare approcci frammentati e ancora troppo tardivi nella presa in carico'
Il documento traccia una roadmap 'per superare approcci frammentati e ancora troppo tardivi nella presa in carico'
'Solo così efficace attività diagnostica e corretta presa in carico'
'I protocolli per la diagnosi biologica, anche attraverso il neuroimaging, vanno resi omogenei'
'Occorrono percorsi differenziati per velocità'
'Nuove terapie sono la luce in fondo al tunnel'
'Garantirebbe finanziamenti per diagnosi precoce, nuovi farmaci e terapie non farmacologiche'
'Con finanziamento Fondo dedicato sosteniamo i pazienti e il sistema che ruota intorno a loro'
'Va affrontata nell'ottica della medicina di precisione'
'Divario enorme tra pazienti integrati e quelli invisibili'
Con oltre un milione di pazienti in Italia (il 60% con Alzheimer) e costi nazionali per 23 miliardi di euro l'anno, le demenze rappresentano una priorità assoluta di sanità pubblica. Per accelerare la trasformazione delle cure, esperti e istituzioni di 12 Paesi hanno siglato a Roma il documento di co...
"Occorre un sistema più snello. Nel momento in cui questo viene stabilito la rimborsabilità delle terapie modificanti la malattia verrà in qualche modo naturalmente organizzata, perché sarà più semplice selezionare i pazienti da trattare, capire quali sono le strutture che dovranno seguirli, fare un ...
"Nei Paesi in cui la diagnostica basata sui biomarcatori è ancora limitata, credo che il primo passo concreto da compiere per sviluppare le capacità necessarie a garantire un accesso tempestivo ed equo alle terapie modificanti il decorso della malattia dovrebbe essere quello di istituire un gruppo di...
"Occorre una rete di medici di base in grado di riconoscere tempestivamente i primi segnali di decadimento cognitivo, di eseguire screening rapidi tramite esami di base e, di conseguenza, di indirizzare i pazienti verso il neurologo generalista sul territorio, laddove vi sia un sospetto più marcato d...
"Esiste un divario davvero enorme tra il numero di persone affette da demenza che vivono nelle comunità e quelle che non vengono diagnosticate - riprende - Quella maggioranza invisibile di persone che non vengono viste né dalla società né dai sistemi clinici e sanitari. Dobbiamo affrontare lo stigma ...
"L'Italia, già in 15 regioni e in quasi 50 centri, sta utilizzando le terapie più innovative. Questo dimostra che il nostro Paese può fungere da modello per molti altri nella gestione e nella presa in carico del paziente con Alzheimer. Prima si interviene sui pazienti, migliori saranno i risultati in...
"Da quasi tutti i Paesi europei arriva la richiesta di adottare un piano europeo per le demenze e per l'Alzheimer. Questo significherebbe avere una linea d'azione condivisa con regole omogenee in tutta Europa, garantendo i finanziamenti necessari per sostenere la prevenzione, la diagnosi precoce, l'u...
"L'obiettivo del Governo - attraverso il finanziamento del Fondo per l'Alzheimer - è quello di sostenere non solo i pazienti, ma tutto il sistema che ruota intorno loro: i professionisti, le strutture sanitarie e, in particolare, i caregiver. Queste persone, che si prendono cura dei malati, ne custod...
"Sappiamo che l'Alzheimer deve essere interpretato come una disfunzione di molteplici vie biologiche patogenetiche, strettamente interconnesse tra loro: parliamo, ovviamente, dell'amiloide come aspetto centrale della malattia, ma anche della proteina Tau. Dobbiamo inoltre prendere in considerazione m...
"Essendo ormai vicini all'uscita dal tunnel - con l'arrivo in Italia, si spera rimborsati, di trattamenti in grado di modificare il decorso della malattia - è assolutamente fondamentale che i pazienti giungano alla diagnosi nel minor tempo possibile. È necessario che incontrino le giuste informazioni...
"Per quanto riguarda le malattie neurodegenerative e l'Alzheimer in particolare, probabilmente si è investito poco in prevenzione, condizionati dall'idea di una sorta di ineluttabilità della malattia. Eppure, oggi sappiamo che fino al 45% dei fattori di rischio è modificabile. La sfida è attuare poli...
"Non esiste un unico modello di applicazione, progettato appositamente per i biomarcatori ematici nell'ambito dell'assistenza clinica. In Europa, al momento, dobbiamo ancora lavorare su questo aspetto, per capire se funziona solo nei pazienti sintomatici, se si tratta di un test di conferma o di escl...