La presidente del Consiglio: "Fiera del record storico dell'occupazione femminile"
In occasione dell'evento 'Voto alle donne. La democrazia italiana compie ottant'anni' di oggi, martedì 3 marzo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato l'importanza storica del 10 marzo 1946, "giorno in cui si sono svolte le prime elezioni amministrative in Italia con la partecipazione di uomini e donne, quindi, con il suffragio universale".
L'incontro si è svolto presso il Foro Italico nella Capitale, dove la premier ha sottolineato il valore di quella giornata come "momento fondativo della nostra Repubblica". Prima dell'intervento della premier Arisa ha cantato l'Inno di Mameli. "Io non potrei essere dove sono se non fosse stato per tutte le donne che prima di noi non hanno avuto paura di dimostrare il loro valore - ha detto la presidente del Consiglio -, donne che hanno osato, donne che hanno combattuto i pregiudizi, donne che hanno rifiutato i compromessi, donne che non hanno avuto paura di essere ciò che sono".
"Non arrendetevi ai pregiudizi, perché chi ne ha fondamentalmente è un debole; non ascoltate chi tenterà di minimizzarvi, perché chi lo fa in fondo vi teme... Non aspettate che vi sia concesso, perché ve lo potete guadagnare senza dover dire grazie a nessuno. Siate chi siete fino in fondo, siate libere" perché, sottolinea, "come scriveva Virginia Woolf, 'non c'è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente'".
La presidente del Consiglio torna a parlare di occupazione femminile, sottolineando come il traguardo più significativo raggiunto dal governo sia "il record storico di occupazione femminile, che è stato raggiunto dopo anni in cui la percentuale di donne occupate sembrava inamovibile". "Quando finalmente saremo riusciti a garantire finalmente le pari opportunità, allora noi potremo dire di aver vinto. Ma non potremo farlo davvero fin quando saremo costretti a credere che le donne abbiano bisogno di quote o di meccanismi di favore, perché io penso che la vera libertà rimanga potersi guadagnare sul campo la propria posizione e non aspettare che quella posizione venga concessa". "La parità non è una concessione, la parità è un diritto ed è un diritto troppo a lungo negato. E questo è ancora più evidente nei momenti nei quali gli eventi della storia misurano il valore di ogni singolo essere umano senza distinzione". "Il coraggio della nostra libertà è stata la chiave di volta della nostra affermazione, se lo perdessimo semplicemente torneremmo indietro. Libertà e merito è quello che dobbiamo difendere e garantire se vogliamo che il peso delle donne cresca".
Un pensiero va, poi, alle donne iraniane. "In questi giorni nei quali viviamo una nuova pericolosa crisi internazionale, il nostro pensiero non può non andare alle donne e alle ragazze iraniane che con un coraggio sorprendente sfidano il carcere, la tortura per rivendicare la loro libertà. Provo nei loro confronti una infinita ammirazione ma anche una profonda gratitudine, perché in fondo ci ricordano con la loro tenacia anche quanto preziose siano le conquiste che noi siamo riusciti a ottenere".