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N.21, il fascino (in)discreto del fiocco

Per il prossimo autunno-inverno Alessandro Dell'Acqua si ispira a tre film di Sofia Coppola e mette l'elemento decorativo al centro della collezione

Una delle uscite della fall-winter 2025/26 di Alessandro Dell'Acqua
Una delle uscite della fall-winter 2025/26 di Alessandro Dell'Acqua
25 febbraio 2025 | 22.50
LETTURA: 3 minuti

C'è una certa poesia che fa da cornice alla collezione di N.21 tratteggiata da Alessandro Dell'Acqua e che parte dal fiocco, elemento fil rouge del prossimo autunno-inverno immaginato dallo stilista napoletano. "Il fiocco è una costruzione invadente che può dare fastidio se si sovrappone alle linee pulite - dice Dell'Acqua -. Però è anche un elemento che sa provocare il fascino dell’imprevisto. Me ne sono servito per sottolineare il punto di partenza di questa collezione che nasce dalla mia rilettura di tre film di Sofia Coppola: 'Lost in Traslation', 'Il giardino delle vergini suicide' e 'Marie Antoinette'". Dal primo, ammette, "ho preso il minimal dei tagli costruiti e l’attrazione immutabile per la petite robe noire". Dal secondo "la sensualità delle trasparenze e delle sovrapposizioni del maschile/femminile e del leggero/pesante", e dal terzo "il divertimento espresso attraverso i colori evidenti ma pastellati".

Non sono tre filoni distinti, assicura lo stilista ,"ma tre narrazioni in cui il fiocco lega le espressioni variabili di quelli che rappresentano più gli stati d’animo che le differenze di stile e di personalità". Aperta dalle note di 'Creep' dei Radiohead la sfilata racchiude il Dell'Acqua-pensiero all'ennesima potenza e fa del fiocco un elemento che sottolinea variazioni di forme, di volumi, di linee. Il minimalismo è l'elemento comune della collezione, che parte dal nero e si colora man mano di lurex, oro e tocchi di rosso. Ecco la petite robe noire, gli abiti neri a sottoveste con i fiocchi sulla scollatura impero, gli chemisier con ricami vittoriani. E poi i tailleur in crêpe, spesso costruiti con pantaloni a trombetta abbinati a top che si chiudono sul collo con alte gorgiere di piume di gallo rasate.

Piume decorano gli orli degli abiti, sbucano dai soprabiti o dai colli mentre i caban sono abbinati a gonne in organza. Il fiocco in pelle o in paillettes lucide, stampate e neoprenate, viene accostato a proposte come il top leopardato, il Montgomery in faux fur. E il fourreau in chiffon completamente ricoperto di micro-rose da lingerie color rosa e messo accanto a un maglione in lurex oro. I tagli sartoriali restano evidenti nella collezione mentre ai piedi le modelle svettano su una variazione di sabot in raso pastello, in nero oppure in oro, tutto drappeggiato con multifiocco. In alternativa, le sling-back e la ballerina con gli stessi materiali e tessuti. Mentre va in scena la collezione dagli altoparlanti i Radiohead ripetono "Che diavolo ci faccio qui? Questo posto non fa per me". E in effetti è così: Alessandro Dell'Acqua continua a essere un alieno nel panorama della moda, un fuoriclasse assoluto capace di scovare la poesia anche nei piccoli dettagli, in questo caso in un elemento femminile e mai banale come il fiocco, che lui sa rendere misterioso e persino sensuale. (di Federica Mochi)

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