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Chat Pentagono, Waltz si assume piena responsabilità: "Ho sbagliato"

"Sono stato io a creare il gruppo", ha dichiarato il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, parlando della fuga di notizie sui piani militari di Washington

Mike Waltz  - (Afp)
Mike Waltz - (Afp)
26 marzo 2025 | 07.44
LETTURA: 2 minuti

Il Consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Mike Waltz si è assunto la "piena responsabilità" per la creazione della chat nella quale era inserito il giornalista di The Atlantic Jeffrey Goldberg. "Sono stato io a creare il gruppo", ha dichiarato il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente americano Donald Trump a Fox News parlando della fuga di notizie sui piani militari di Washington in una chat dell'app di messaggistica privata Signal. "Mi assumo la piena responsabilità. Ho creato io il gruppo", ha detto Waltz.

Nella chat, che includeva il vicepresidente JD Vance, il segretario alla difesa Pete Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio e altre figure di alto profilo, si sono discussi i “dettagli operativi” degli attacchi pianificati agli Houthi in Yemen. Goldberg è rimasto nel gruppo mentre i membri del gabinetto del presidente coordinavano un’ondata di bombardamenti, una violazione straordinaria che secondo i critici metteva a rischio la sicurezza nazionale.

Pressato da Laura Ingraham di Fox News, Waltz ha accettato la responsabilità di avere creato il gruppo Signal, anche se ha continuato a deviare la colpa sostenendo di aver registrato il numero di Golberg sotto un altro nome "per un errore del suo staff". "Andremo fino in fondo", ha assicurato aggiungendo di aver chiesto aiuto a Elon Musk. "Con lui abbiamo la migliore tecnologia a disposizione per capire cosa è successo", ha detto.

Trump infuriato con Waltz per 'chatgate', ma poi il riavvicinamento in pubblico

Fonti di Politico rivelano come Donald Trump, allo scoppio di quello che è diventato il 'chatgate', era infuriato con il suo consigliere per la Sicurezza Nazionale per il fatto che "fosse stato così stupido". Seccato per l'imbarazzo della vicenda, da lui poi liquidata come "unico intoppo, di poca importanza" in due mesi di presidente, Trump si è infuriato non solo per il fatto che la presenza del giornalista della chat poteva mettere a rischio piani di guerra top secret, ma anche, e forse soprattutto, per il fatto che Waltz avesse nella sua rubrica il numero del direttore di The Atlantic, una testata considerata 'non amica".

Anche se poi Trump ha voluto mostrare un pubblico riavvicinamento al "brav'uomo" Waltz, anche durante l'incontro con i nuovi ambasciatori, secondo le fonti di Politico potrebbero non essere finiti i problemi per Waltz, che avrebbe compromesso i rapporti con il cerchio magico di Trump. In un'amministrazione che ha lanciato dal primo giorno la guerra contro le fughe di notizie, e contro i funzionari interni che parlando con i giornalisti, ha sollevato quindi sospetti la presenza del numero di Goldberg nella rubrica di Waltz.

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