Stefano Cucchi, il caso depistaggi arriva in Cassazione. La sorella Ilaria: "Tutti responsabili di anni di processi a vuoto"

Il commento all'Adnkronos della sorella del 31enne arrestato il 15 ottobre del 2009 e deceduto sette giorni dopo all'ospedale Sandro Pertini. Pg chiede assoluzione Sabatino e rigetto dei ricorsi degli altri carabinieri

Stefano Cucchi
Stefano Cucchi
04 marzo 2026 | 08.34
LETTURA: 2 minuti

“Tutte le persone coinvolte, a vario titolo, in questo processo, il cosiddetto ‘Cucchi Ter’, e condannate in due gradi di giudizio (o, in qualche caso, salvate grazie alla prescrizione), tutte sono per me ugualmente responsabili di anni di processi a vuoto”. A dirlo all’Adnkronos Ilaria Cucchi a poche ore dall’udienza in Cassazione del processo sui depistaggi seguiti al pestaggio e alla morte di suo fratello Stefano, il 31enne romano, arrestato il 15 ottobre del 2009 e deceduto sette giorni dopo all'ospedale Sandro Pertini.

Lo scorso giugno la Corte di Appello di Roma ha confermato la condanna a un anno e tre mesi per Lorenzo Sabatino, a due anni e mezzo per un altro carabiniere, Luca De Cianni, e riconosciuto l’intervenuta prescrizione per il generale Alessandro Casarsa, per Francesco Cavallo e Luciano Soligo. Con la decisione era stata ridotta la pena a 10 mesi per Francesco di Sano, assolti invece Massimiliano Colombo Labriola e Tiziano Testarmata. Oggi i supremi giudici della Quinta sezione dovranno decidere sui ricorsi presentati da sei carabinieri. “Ciascuno di loro è stato corresponsabile della malattia e della morte dei genitori di mio fratello, Stefano Cucchi. E soprattutto - sottolinea Ilaria Cucchi - ciascuno di loro ha creduto di potersi prendere gioco della giustizia. E di tutti noi”.

Pg chiede assoluzione Sabatino e rigetto dei ricorsi degli altri carabinieri

La procura generale della Cassazione ha chiesto intanto di assolvere il colonnello Sabatino nel processo. Il sostituto procuratore generale Tomaso Epidendio al termine della requisitoria nell’udienza che si sta celebrando questa mattina davanti ai giudici della Quinta Sezione della Suprema Corte ha sollecitato per Sabatino l’annullamento senza rinvio “perché il fatto non costituisce reato”, il rigetto dei ricorsi di Francesco Di Sano e Luca De Cianni e di dichiarare l’inammissibilità dei ricorsi presentati dal generale Alessandro Casarsa, da Francesco Cavallo e Luciano Soligo.

Le accuse contestate nel procedimento, nato dall’inchiesta del pm Giovanni Musarò, a vario titolo e a seconda delle posizioni, vanno dal falso, al favoreggiamento, all’omessa denuncia e calunnia. Nel corso della requisitoria il pg Epidendio in relazione alla posizione di Sabatino, che aveva rinunciato alla prescrizione, ha sottolineato “la contradditorietà e illogicità della sentenza”.

Leggi anche
Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza