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Delitto di Garlasco, la famiglia di Chiara Poggi: "Dna Sempio non cambia responsabilità di Stasi"

Si legge nella relazione dell'avvocato depositata in vista dell'incidente probatorio

Andrea Sempio e Chiara Poggi - Fotogramma
Andrea Sempio e Chiara Poggi - Fotogramma
03 aprile 2025 | 17.20
LETTURA: 3 minuti

La presenza di tracce di Dna di Andrea Sempio sotto le unghie di Chiara Poggi non cambia in nessun modo la responsabilità di Alberto Stasi nel delitto di Garlasco. E' questa la posizione della famiglia della vittima che lo sottolinea in una memoria depositata dall'avvocato Gian Luigi Tizzoni in vista dell'incidente probatorio per Sempio.

Cosa scrivono i familiari di Chiara

"La generica evocazione di una 'compatibilità' del profilo oggetto delle 27 analisi effettuate in sede peritale con quello dell'attuale indagato non modifica in alcun modo il quadro probatorio, a maggior ragione in assenza di qualsiasi contatto fra l'assassino e le unghie della vittima durante lo svolgimento dell'azione omicidiaria, come diffusamente argomentato nella sentenza della Corte di Assise di Appello di Milano del 17 dicembre 2014".

Per l'omicidio è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere l'allora fidanzato, ma la Procura di Pavia ha deciso - su impulso della difesa del condannato - di riaprire il caso e indagare per il delitto in concorso Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, già archiviato dalla stessa Procura otto anni fa. Già in quella archiviazione - l'indagine partì da un esposto presentato dalla madre di Stasi nel 2017 - il decreto "si soffermava sui vari elementi addotti dalla esponente, evidenziando in particolare - quanto alle analisi del Dna rinvenuto sulle unghie - l'evidente impossibilità di procedere ad una qualsiasi identificazione dotata di valore scientifico e la nota riconducibilità di quantitativi estremamente esigui di materiale genetico a trasferimenti da contatto mediato", si legge nella memoria inviata alla gip di Pavia Daniela Garlaschelli.

Chiara non si difese

Un elemento da aggiungere a un altro: Chiara Poggi, hanno accertato le indagini e le sentenze, "non si è difesa e non ha reagito affatto, a ulteriore conferma del rapporto di estrema confidenza e intimità col visitatore, e del fatto che proprio per questo si fidasse di lui e non si aspettasse in nessun modo di venire da lui così brutalmente colpita", evidenzia l'avvocato Gian Luigi Tizzoni.

"Stasi tenta di dare Sempio in pasto ai media"

"Pur nel rispetto delle scelte investigative del pubblico ministero non si può fare a meno di rilevare - scrive ancora il legale dei familiari di Chiara nella memoria - che proprio l'ampiezza degli accertamenti prospettati (del tutto decontestualizzati dalla dinamica dei fatti) e la già prevista irripetibilità dei medesimi avrebbero l'effetto di precludere per il futuro lo svolgimento di analisi mirate, fondati su specifiche esigenze dichiarimento, e non già sull'insistito tentativo del condannato di provare ad individuare - con ogni mezzo - un responsabile 'alternativo' e di consegnarlo in pasto al circuito mediatico".

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