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Deepfake sessuali di minori ad Acri, le proteste: "Vittime lasciate sole, siamo delusi"

Gli studenti hanno manifestato dopo i mancati provvedimenti della scuola nei confronti dei responsabili

Adolescenti con smartphone -
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26 febbraio 2025 | 19.23
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"Siamo molto arrabbiati e delusi". A parlare all'Adnkronos è Lorenza, la madre di una studentessa del liceo scientifico di Acri, in provincia di Cosenza, finito nella bufera per il caso dei 'deepfake' sessuali diffusi in rete, che hanno coinvolto centinaia di ragazzi. Circa 1200 foto di adolescenti sono state modificate mediante programmi di Intelligenza Artificiale e fatte circolare in rete e sui social, in particolare via Telegram.

"Venerdì, verso l'ora di pranzo, - racconta la donna - ricevo la chiamata di mia figlia, in lacrime. Mi dice 'mamma, ci sono delle nostre foto di nudo che circolano in rete, modificate'. Mi sono subito allarmata". La figlia di Lorenza non risulta tra le vittime, ma il caso ha riguardato da vicino diverse compagne di classe. "Da quello che abbiamo potuto apprendere - continua - queste foto sarebbero state anche messe in vendita su Telegram. Tutto è partito da quando, venerdì scorso, una ragazza, dopo aver preso tra le mani il cellulare di uno dei presunti responsabili, ha scoperto nella galleria del telefono alcune sue foto osé e screenshot ritoccati con l'IA. Da lì, è emerso che c'erano altre persone dietro, almeno 5, e tantissime ragazze tra le vittime di questo 'deepfake'. Erano tutte impaurite perché ogni minuto venivano fuori foto nuove".

"Avremmo preteso, come mamme e figlie coinvolte in questa storia, anche se nel nostro caso non direttamente, un aiuto, un sostegno da parte della scuola, ma ci è stato risposto che il fatto si è verificato in orario extrascolastico e quindi l'Istituto non ha alcuna responsabilità. Il gruppo di ragazzi che avrebbe modificato le foto - aggiunge - è stato convocato dalla dirigente, ma non è stato preso alcun provvedimento nei loro confronti e gli stessi sono ancora in classe con le vittime a cui hanno fatto questa violenza. Nemmeno una parola di conforto o di vicinanza alle ragazze che hanno subito tutto ciò. Per questo anche gli studenti, ieri, hanno manifestato. Siamo molto arrabbiati e delusi".

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