Il chirurgo è un operatore di Medici Senza Fontiere che ha eseguito un intervento chirurgico salvavita d'urgenza su un bambino. Per lei " 21 giorni di monitoraggio e follow-up". Il ministero della Salute: "In Italia allarme molto basso"
È previsto per oggi il rientro a Roma di una dottoressa medico chirurgo italiana impegnata in missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo, nell’area di Bunia (Ituri), dove è in corso un’epidemia di Ebola. A renderlo noto è il ministero della Salute attraverso una nota ufficiale in cui spiega che "la professionista, che opera con Medici Senza Frontiere, è stata autorizzata al trasferimento in Italia e sarà presa in carico dall’Istituto Spallanzani".
Nell’ambito della sua attività clinica "il chirurgo è entrato in contatto, il 16 maggio scorso, con pazienti risultati poi positivi. Si tratta, quindi, di un caso di contatto diretto. Il medico ha anche eseguito un intervento chirurgico salvavita d'urgenza, il 18 maggio, su un bambino vittima dell'esplosione di una granata. Il bambino - sottolina la nota - è un caso sospetto di Ebola il cui test non è ancora disponibile".
La dottoressa, al momento del rientro, non presenta sintomi. Una volta arrivata a Roma sarà "sottoposta a 21 giorni di monitoraggio e follow-up in linea con i protocolli standard di prevenzione e controllo delle infezioni. Va notato che le persone sospette di Ebola non sono considerate contagiose a meno che non sviluppino sintomi", si legge in una nota in cui si specifica che "Msf collabora con operatori specializzati nell'evacuazione medica, incaricati e finanziati dall'organizzazione, per garantire un trasferimento sicuro e cure adeguate in tali situazioni".
Msf, inoltre, "continua ad applicare procedure rigorose per proteggere sia il proprio personale e i pazienti, sia le comunità con cui lavora", precisa l'organizzazione segnalando che "il progetto chirurgico in questione è attivo nell'Ituri dal 2022 ed era già in corso prima della conferma dell’epidemia di Ebola".
Nella provincia dell'Ituri l'epidemia risente anche delle difficoltà legate al conflitto in corso: "Gli scontri tra gruppi armati non statali e forze governative si sono intensificati - sottolinea la ong - causando lo sfollamento interno di quasi 1 milione di persone. Nei primi 3 mesi del 2026, nell'Ituri si sono registrati oltre 100.000 nuovi sfollati. Msf è presente nella provincia dell'Ituri con équipe mediche che supportano le strutture sanitarie e forniscono cure mediche urgenti, tra cui il trattamento di malattie prevenibili, servizi di salute materno-infantile e risposta alle epidemie. Nei primi 4 mesi di quest'anno, nelle province di Ituri e Tchopo Msf ha effettuato oltre 66.000 visite di assistenza sanitaria di base e più di 800 interventi chirurgici presso l'ospedale Salama di Bunia".
Il ministero precisa poi che "non ci sono casi di Ebola al momento in Italia e che l'allarme è molto basso nel nostro Paese. Il Ministero è attivo sin dal primo momento per tutte le attività di preparazione e sorveglianza e sta proseguendo il monitoraggio dell'evoluzione del quadro epidemiologico in raccordo con i territori e con le autorità sanitarie nazionale e locali".
Da parte sua, a fronte del rapido sviluppo dell'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc), con casi anche in Uganda, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) sta intensificando il proprio supporto sul campo, spiega l'agenzia Ue in una nota, pur precisando che "il rischio di infezione per la popolazione generale in Europa rimane molto basso". L'attuale epidemia, afferma l'Ecdc, "desta seria preoccupazione e, per molti aspetti, non è paragonabile ai precedenti focolai di Ebola. La situazione estremamente complessa nella regione colpita rende considerevolmente più difficile l'adozione di contromisure efficaci". Il quadro è poi "ulteriormente complicato dal fatto che questa epidemia è causata dal virus Bundibugyo, per il quale al momento non esiste un vaccino autorizzato né una terapia specifica".
Al 24 maggio 2026, ricorda l'Ecdc, "nella Repubblica Democratica del Congo sono stati segnalati oltre 900 casi sospetti di malattia da Ebola. L'Uganda ha finora segnalato 7 casi. L'Ecdc continua a valutare come bassa la probabilità di infezione per chiunque provenga dall'Ue/See (Spazio economico europeo) e viva o viaggi nelle aree colpite, a condizione che segua le misure precauzionali raccomandate".