di Federica Mochi
Qualche mese fa, sulle colonne di 'Business of Fashion', il direttore di casting James Scully aveva posto un ultimatum: se avesse continuato ad assistere a casi di bullismo, crudeltà e discriminazione nell'industria del modeling, avrebbe pubblicamente fatto i nomi dei colpevoli sui social media. E così è stato, lunedì scorso, quando il casting director ha riferito di un incidente spiacevole avvenuto a Rue de Sèvres, Parigi, nel quartier generale di Balenciaga.
I suoi colleghi Maida Gregori Boina e Rami Fernandes hanno chiuso a chiave oltre 150 modelle nelle scale di servizio, dove hanno atteso per tre ore, al buio e senza finestre, che i due direttori di casting tornassero dal pranzo. La denuncia di Scully è arrivata tramite un post pubblicato sul proprio profilo Instagram, ed è rimbalzata sui media, ricevendo migliaia di condivisioni e commenti, tra i quali spiccano quelli di top model del calibro di Carolyn Murphy e Joan Smalls, che hanno espresso il proprio disappunto.
"Fedele alla mia promessa a #bofvoices - scrive Scully nel suo post-denuncia - che sarei stato una voce per tutte le modelle, gli agenti o tutti coloro che vedono le cose andare per il verso sbagliato in quest settore, mi è dispiaciuto arrivare a Parigi e scoprire che i soliti noti continuano con i loro trucchetti. Mi ha turbato sapere da un certo numero di ragazze che al casting di Balenciaga, Maida e Ramy hanno lasciato più di 150 ragazze ad aspettare in una tromba delle scale dicendo loro che avrebbero dovuto restare chiuse lì oltre 3 ore. Come è loro consuetudine, hanno chiuso la porta e sono andati a pranzo spegnendo le luci, lasciando le ragazze sole. L'unica fonte di luce erano i loro telefonini".
Il direttore di casting ha fermamente stigmatizzato il comportamento dei suoi colleghi, precisando che l'incidente di Balenciaga è solo la punta dell'iceberg di un settore, quello del modeling, stretto da anni nella morsa di abusi e ricatti. "Non solo è un gesto sadico e crudele - rimarca ancora Scully - ma anche pericoloso: un paio di ragazze sono rimaste traumatizzate. Molte di loro ha chiesto di essere cancellate dalla sfilata di Balenciaga così come da Hermès ed Elie Saab, perché si rifiutano di essere trattate come animali. Balenciaga fa parte di Kering, è una società pubblica e queste maison devono sapere con quali persone hanno a che fare, prima di fargli causa. (...) E' inconcepibile che queste persone non abbiano alcun riguardo per la vita e i sentimenti di queste ragazze, soprattutto visto che molte di loro non hanno neanche compiuto 18 anni. Se un atteggiamento simile andrà avanti sarà una settimana lunga e fredda a Parigi. Questo è l'unico modo per dar sì che avvenga un cambiamento. Incoraggio tutti a condividere questo post".
A stretto giro di posta, è arrivata la risposta della griffe ammiraglia del colosso del lusso Kering, che in una nota ha fatto sapere di aver licenziato i due casting director sottolineando che l'azienda sta facendo "cambiamenti radicali nelle procedure di casting, tra cui la sospensione del rapporto di lavoro con l'attuale agenzia di casting" e di aver inviato "scuse per iscritto alle modelle" vittime di questa spiacevole situazione.