
"Io ho avuto un danno economico ma sono i giovani e la cultura popolare i più penalizzati". Così Giulio Rapetti, in arte Mogol, parlando con l'Adnkronos della querelle sui diritti con gli eredi di Lucio Battisti. Sono ormai 20 anni che la battaglia va avanti: il prossimo 9 settembre cade infatti il 20esimo anniversario della morte del cantante e compositore che ha interpretato alcuni dei brani più importanti della musica italiana. "La magistratura ha già emesso una sentenza e si continua ad andare avanti", sottolinea il famoso paroliere il quale auspica che "ragionevolezza e onestà prevalgano".
"Il modo di gestire" un pezzo della storia della nostra canzone "è stato già condannato. La magistratura ha riconosciuto che mi è stato procurato un danno e ha emesso una sentenza che prevede un indennizzo", aggiunge colui che ha firmato i testi di canzoni intramontabili come 'Emozioni', 'Pensieri e parole', 'Il mio canto libero'.
"Si tratta di un risarcimento parziale del danno", sottolinea il paroliere, che conclude: "Per me in questi anni il danno maggiore l'ha subito la cultura popolare italiana e i più penalizzati da questa storia sono i giovani".