Secondo la Bild appena sette ore dopo la conclusione dell'inconcludente vertice a Washington, le prime forze speciali e truppe di ricognizione provenienti dall'Europa sono atterrate la notte scorsa sull'isola
Sono arrivati in Groenlandia i primi 15 militari francesi attesi sull'isola. Lo ha reso noto l'emittente Bfmtv citando una fonte militare. Prevista anche la presenza di militari tedeschi e svedesi.
Dopo la fumata nera tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia durante il vertice alla Casa Bianca, e la decisione della Danimarca di aumentare la presenza militare nell'isola, a stretto giro Francia e Germania hanno annunciato l'intenzione di mandano soldati come parte della nuova esercitazione europea dell'Artico.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha inoltre convocato per questa mattina all'Eliseo una riunione d'urgenza del Consiglio di sicurezza nazionale per discutere della situazione in Groenlandia e delle manifestazioni in Iran. Saranno presenti ministri e vertici militari.
Secondo la Bild appena sette ore dopo la conclusione dell'inconcludente vertice a Washington, le prime forze speciali e truppe di ricognizione provenienti dall'Europa sono atterrate la notte scorsa in Groenlandia. Un aereo militare danese Hercules che trasportava militari non solo danesi è atterrato all'aeroporto civile della capitale, Nuuk. A bordo anche ufficiali e soldati francesi, secondo il tabloid tedesco.
I passeggeri sono stati portati a bordo di due autobus verso il quartier generale del Comando Artico. Quasi contemporaneamente, un secondo aereo danese Hercules è atterrato alla base danese di Kangerlussuaq, come riportato da un giornalista groenlandese citato dal quotidiano tedesco.
Si tratta di un'avanguardia per lo stazionamento di soldati provenienti da diversi paesi della Nato. Oggi arriveranno anche i primi 13 soldati di una squadra di ricognizione tedesca, mentre sarebbero in viaggio verso la Groenlandia militari provenienti dai Paesi Bassi, Canada, Svezia, Gran Bretagna e Norvegia. (segue)
Dopo l'anticipazione ieri della Bild, il Ministero della Difesa tedesco aveva annunciato in serata che la Germania avrebbe partecipato "a una missione di ricognizione in Groenlandia insieme ad altre nazioni europee dal 15 al 17 gennaio 2026". "L'obiettivo è esplorare le condizioni quadro per possibili contributi militari a supporto della Danimarca come garanzia della sicurezza nella regione, ad esempio per la sorveglianza marittima".
"Domani mattina - aveva reso noto - la Bundeswehr invierà una squadra di ricognizione con 13 membri a Nuuk, in Groenlandia, con un aereo da trasporto Airbus A400M. La ricognizione in loco avverrà insieme a rappresentanti di altre nazioni partner". Come sottolinea Bild, lo stazionamento delle truppe Nato era in preparazione da giorni, ma deliberatamente non ufficializzato. La partenza delle prime unità è avvenuta solo dopo che i colloqui tra Danimarca e Groenlandia da una parte e gli Usa dall'altra si sono conclusi con un nulla di fatto ieri a Washington.
La Russia è ''seriamente preoccupata'' per l'invio di altre truppe della Nato in Groenlandia, ha dichiarato in una nota l'ambasciata russa a Bruxelles, dove ha sede l'Alleanza Atlantica. ''Invece di portare avanti un lavoro costruttivo nell'ambito delle istituzioni esistenti, in particolare il Consiglio dell'Artico, la Nato ha deciso la strada di una militarizzazione accelerata del Nord e il rinforzo della sua presenza militare con il pretesto immaginario di una minaccia crescente da parte di Mosca e Pechino'', si legge nella nota dell'ambasciata.
Le ambizioni del presidente americano Trump rispetto alla Groenlandia restano ''immutate'', ha dichiarato la premier danese Mette Frederiksen spiegando che ''esiste ancora un disaccordo fondamentale'' dopo gli incontri di ieri a Washington tra il ministro degli Esteri di Copenaghen Lars Lokke Rasmussen, la collega di Nuuk, il vice presidente americano JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio.
"C'è un disaccordo fondamentale, perché l'ambizione americana di conquistare la Groenlandia rimane intatta. Si tratta ovviamente di una questione seria e pertanto continuiamo a impegnarci per impedire che questo scenario diventi realtà", ha dichiarato Frederiksen in una nota.
"Penso che troveremo una soluzione", ha detto Trump, che ieri non ha partecipato al summit alla Casa Bianca. "Abbiamo bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza. Abbiamo ottimi rapporti con la Danimarca. Se noi non entriamo, entrano Russia e Cina. La Danimarca non potrà farci niente, noi possiamo. Non sono il primo" a volere la Groenlandia, "la voleva il presidente Truman. E' un tema di cui si parla da centinaia di anni, non è nulla nuovo", dice il presidente nello Studio Ovale.