Lo si legge in una accorata lettera ai sindacati metalmeccanici, firmata dal presidente dell’Aigi, che l’Adnkronos ha potuto visionare. Urso: "Licenziamenti grande campanello di allarme, martedì tavolo"
Sono in arrivo 28 lettere da 28 aziende dell’indotto dell’ex Ilva: comunicheranno 2500 licenziamenti. Lo si legge in una accorata lettera ai sindacati metalmeccanici, firmata da presidente dell’Aigi, che l’Adnkronos ha potuto visionare.
“Si tratta di un atto estremo e doloroso, al quale non avremmo mai voluto fare ricorso. Licenziare le nostre maestranze significa privarsi del patrimonio più prezioso dell’orgoglio delle nostre aziende, un capitale umano costruito in anni di ingenti investimenti nella formazione di duri sacrifici. Purtroppo, tale provvedimento rappresenta un atto dovuto inevitabile, diretta conseguenza dell’improvvisa scadenza fissata per la chiusura dell’aria caldo già nel mese di ottobre, per la quale non si ravvisa alcuna possibilità di riavvio”, scrive infatti il presidente Aigi Nicola Convertino.
“Una fabbrica di questa portata - è la considerazione da Convertino - avrebbe meritato una sorte diversa. Una delle più grandi acciaierie d’Europa - uno stabilimento che per oltre sessant’anni ha superato crisi petrolifere, recessioni, cambi di proprietà, guerre commerciali, procedimenti giudiziari, sequestri commissariamenti, crisi finanziarie e conflitti politici rischia oggi di non morire sul campo di una grande battaglia industriale, bensì di spegnersi per consunzione. Questo epilogo non avviene nel contesto di un piano di riconversione già operativo, né con nuove fabbriche già edificate e con migliaia di lavoratori accompagnati verso nuove occupazioni, ma attraverso un mero conto alla rovescia di 90 giorni”.
"Abbiamo convocato il Tavolo a Chigi per martedì prossimo con i sindacati, gli enti locali e le associazioni d'impresa. In quell'occasione, ovviamente, ci confronteremo con tutte le parti istituzionali e sociali per affrontare questa grave emergenza, determinata dal decreto della Corte d'Appello, in attesa che i ricorsi dei commissari abbiano una risposta", dice il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine della kermesse di Fratelli d'Italia a Bari, rispondendo a una domanda sui licenziamenti nell'indotto dell'ex Ilva.
"Ascolteremo tutte le parti, sindacati, enti locali e associazioni d'impresa, per affrontare insieme questa grave emergenza, di cui l'annuncio dei licenziamenti da parte di alcune imprese dell'indotto è sicuramente un grande campanello d'allarme per tutti", sottolinea il ministro.