Natalia Potenza, che gestisce il Cefalù a Monteverde, aveva fatto richiesta di essere ascolata dai pm romani
E’ terminata dopo dieci ore l’audizione in procura a Roma di Natalia Potenza, l'ex compagna italo-argentina di Valter Lavitola, reo confesso di essere il mandante dell’attentato dello scorso ottobre davanti l’abitazione di Sigfrido Ranucci. La donna, che gestisce il Cefalù a Monteverde, sentita come persona informata sui fatti dal pm titolare del fascicolo Edoardo De Santis e dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati, ha lasciato piazzale Clodio accompagnata dalla sorella. Potenza aveva fatto richiesta di essere sentita dai pm romani.
Potenza davanti agli inquirenti ha ribadito che non sapeva nulla dell’ordigno. A quanto si apprende, avrebbe ricostruito gli affari dell’ex compagno da quando lo ha conosciuto e ha iniziato la relazione con lui. Inoltre l’ex compagna di Lavitola, che avrebbe inoltre messo a disposizione degli inquirenti documentazione anche fiscale, avrebbe anche parlato del rapporto tra l’ex editore e Ranucci.
Due giorni fa la procura, guidata da Francesco Lo Voi, ha incassato la conferma dell’impianto accusatorio da parte del tribunale del Riesame che ha respinto le istanze delle difese di Lavitola che resta quindi in carcere. I giudici con la decisione hanno anche confermato l’aggravante del metodo mafioso per l’ex editore.